Vado al massimo: la guida spericolata in adolescenza

Sentirsi attraversare da una scossa di energia, essere travolti dall’adrenalina e dalla paura sono alcune delle sensazioni che si sperimentano quando ci si trova di fronte ad una situazione rischiosa. Durante l’adolescenza in particolare si cercano spesso sensazioni intense e il desiderio di esporsi al rischio può essere sentito più fortemente per mettersi alla prova e verificare la propria tenuta di fronte a situazioni nuove. Alcuni ragazzi tuttavia manifestano questo bisogno attraverso azioni estreme e potenzialmente lesive per sé e per gli altri, come nella guida pericolosa.  Oltrepassando il limite e sfidando il pericolo, l’adolescente sembra sperimentare un senso di onnipotenza nel trasgredire le regole e le leggi del mondo adulto.  Guidando in modo sconsiderato è come se i ragazzi si illudessero  di essere invulnerabili ed immuni ai rischi della vita. I pericoli della strada non vengono percepiti, stimando eccessivamente la propria capacità di controllo e non considerando abbastanza la propria vita e quella altrui.

Quando ci si espone alla guida spericolata in modo reiterato, il rischio può diventare potenzialmente distruttivo; come le cronache e i dati statistici ci mostrano, negli adolescenti l‘incidente stradale costituisce infatti la prima causa di morte.Volendo andare oltre una lettura dell’incidente come evento apparentemente casuale, possiamo chiederci cosa può rappresentare nell’esperienza soggettiva un comportamento così rischioso per la vita. La guida pericolosa può diventare un mezzo comunicativo carico di valori affettivi e simbolici, attraverso il quale si cerca di dire qualcosa.  Tale condotta rischiosa esprime infatti la tendenza a tradurre in atto bisogni ed ostacoli che non possono essere pensati, riconosciuti e affrontati diversamente. L’agito sembra offrire una transitoria via di fuga dai conflitti, come una sorta di vaccino contro le tempeste emotive di questa età.Il ragazzo può sentirsi frustrato dalle richieste e dalle limitazioni dell’ambiente esterno e il mezzo di trasporto può rappresentare la possibilità illusoria di ribellarsi e scappare dai problemi.

In adolescenza si è alle prese con lo svincolo dalle proprie figure genitoriali e il bisogno di sentirsi autonomi è avvertito con maggiore intensità.  Se da un lato il raggiungimento della maggiore età e il conseguimento della patente rappresentano un passo verso l’indipendenza, dall’altro insorgono molte responsabilità sia per se stessi che per gli altri.  La contraddizione tra il bisogno di autonomia e il non riconoscersi ancora come un adulto, può generare un senso di disorientamento.  Sfidando il pericolo si vuole dimostrare a se stessi e agli altri di non essere più bambini e bisognosi di protezione, come se solo attraverso le prove di velocità e le emozioni forti della guida spericolata ci si potesse sentire grandi.  L’esposizione al rischio diventa allora teatro privilegiato per la rappresentazione delle proprie difficoltà negate, che vengono trasformate e manifestate attraverso un atteggiamento esibizionistico e trionfalistico. In questo modo in realtà sembra esprimersi indirettamente la fatica che a volte i ragazzi fanno ad andare avanti e a procedere nella vita.

Durante questo periodo della crescita l’esposizione al rischio viene ricercata più attivamente, esprimendo quell’oscillazione caratteristica degli adolescenti tra lo slancio in avanti e i momenti di sconforto. Quando però osserviamo comportamenti estremi come la guida spericolata, è importante cercare di aiutare i ragazzi ad esprimere in un modo più funzionale i loro conflitti, a decifrare e dare voce a quello che stanno vivendo attraverso le parole.  La possibilità di trovare ascolto alla propria sofferenza profonda costituisce per l’adolescente un’opportunità per scoprire altri modi di provare quel brivido che può offrire il rischio estremo. Forse allora ci si potrà anche lanciare nel vuoto ma con il paracadute, sentendo che si può diventare grandi anche senza doversi necessariamente fare del male.

Dott.ssa Margherita Rosa

 

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI