Considerazioni sul legame fraterno

 

Quante volte è capitato di sentire l’espressione “siamo come fratelli”.  Questo modo di dire fa pensare ad un rapporto paritario intimo, di complicità, un legame forte con una persona significativa che  può durare a lungo.  Si attraversano insieme  esperienze importanti, si condividono gioie e dolori sostenendosi reciprocamente. Come in uno specchio, nella relazione si riflettono ammirazione, affetto, stima  ma anche gelosia, rivalità, potere.  Sono proprio questi sentimenti che alimentano il legame fraterno  che funge da catalizzatore di  un senso di sicurezza e protezione, ma anche di contrasti nel rapporto.  Con i fratelli e le sorelle si condivide una storia comune, una continuità tra il passato e  futuro e al tempo stesso ci si riconosce come diversi.  Al bisogno di identificarsi e rispecchiarsi nell’altro  si associa infatti anche la necessità di differenziarsi.  

Parlando di legame fraterno viene naturale pensare  ai fratelli e sorelle di sangue, ma ci si ritrova a farne esperienza anche in altri investimenti affettivi, dove il vincolo biologico non è in primo piano.  Si stabilisce un sentimento di reciproco affetto e un  senso di connessione profonda con qualcuno che si sente affine, pur nelle rispettive differenze.  Si sceglie così di percorrere “un tratto si strada” insieme  condividendo sogni ed  aspettative ,attraverso patti espliciti e impliciti.  Il legame fraterno rappresenta un sentimento di appartenenza reciproca  e contemporaneamente la percezione di un limite nella relazione.  Si impara a ricevere e dare, condividendo una direzione comune, ognuno con il proprio bagaglio e  strumenti.  Nelle relazioni di amicizie e nei gruppi, spesso nasce  un legame di fratellanza attraverso la cooperazione elo scambio.In queste relazioni orizzontali  si è per lo più  su un piano simmetrico in termini di valore, potere e responsabilità.

Ma la fraternità è una relazione  che  si costruisce  anche tra contrasti e difficoltà.  Fiducia ed intimità rappresentano soltanto un aspetto parziale,  un lato della medaglia che ha la sua controparte nei sentimenti di invidia, gelosia  e competizione.  Miti e  leggende sono ricche di esempi di fratelli e sorelle che combattono insieme tra alleanze e  rivalità.   Nelle relazioni fraterne infatti  l’altro può essere percepito anche come una minaccia all’affermazione di sé.  Pensiamo per esempio alle difficoltà di occupare una certa posizione nell’ambito della fratria: come primogeniti all’arrivo di un fratello/sorella ci si ritrova detronizzati dal posto di privilegiati. Si scopre amaramente  di non essere più l’unico centro di interesse dei genitori, si deve dividere l’affetto con il nuovo arrivato, rivale e concorrente. Se si è ultimogeniti ci si trova di fronte all’esigenza di conquistarsi uno spazio all’interno di un gruppo già esistente con delle proprie regole di convivenza.  

Anche da adulti  la relazione fraterna può essere messa continuamente alla prova.   A volte ci si può non sentire fratelli e sorelle, seppur si condivida lo stesso sangue e la stessa casa.  Altre volte invece si diventa fratelli col tempo, pur non essendolo biologicamente. Il legame  fraterno   rappresenta  quindi  un’occasione preziosa per la crescita della persona, un terreno  fertile per sperimentare uguaglianza e  diversità al tempo stesso. Attraverso il  mutuo sostegno ci si predispone ad allargare il proprio orizzonte sperimentando il senso  di un’ alleanza costruttiva.    Questo tipo di rapporto  diventa quindi significativo, per poter vivere   l’esperienza   di essere profondamente “insieme” ad un altro , ma allo stesso tempo  affermare la propria individualità.

Dott.ssa Margherita Rosa

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