Internet in adolescenza, da spazio di crescita a rifugio dalla realtà

Sappiamo bene quanto per i ragazzi di oggi navigare in rete sia un aspetto importante, parte integrante della loro quotidianità. Ma in che modo ne fanno uso, con quali significati?   Internet in adolescenza  può avere diverse funzioni, sia come spazio di crescita  che  occasione di  rifugio dalla realtà. Le piattaforme online ed i social media infatti, offrendo opportunità di confronto possono alimentare diverse esperienze, come ad esempio favorire  un senso di appartenenza. Attraverso WhatsApp e i social network si  può sperimentare una nuova forma di interconnessione ed  un modo di stare nel  legame  diversamente. Il web rappresenta così per l’adolescente un ambiente con diverse opportunità di esplorazione e comunicazione e può trasformarsi in un  terreno fertile per fare esperienza della propria soggettività. Tuttavia in altri momenti, quando la realtà sembra complessa da affrontare, può emergere invece  la tentazione di rifugiarsi dietro uno schermo.  La rete in questo senso può trasformarsi anche in un luogo in cui  nascondersi, per sfuggire alle sfide della crescita e al confronto reale con i pari. La relazione  con gli altri adolescenti e la sua fisicità  ad esempio, può risultare molto faticosa se si ritiene di non avere abbastanza strumenti per risultare disinvolti e simpatici.  Foto, post, commenti, costituiscono quindi sia occasioni ludiche di condivisione che mezzi per sperimentarsi in una veste migliore.

Se la maggior parte dei ragazzi oscilla tra queste due dimensioni nell’uso di internet, per alcuni invece finisce con il prevalere un utilizzo volto alla fuga dalla realtà, alimentando situazioni di dipendenza dalla rete.  In questi casi si evita la complessità  delle relazioni, il confronto diretto con l’altro, con la fragilità e l’intensità delle emozioni  dirette e non filtrate. Inoltre la costante visibilità, la gratificazione immediata e narcisistica che si ottiene dalla rete  può alimentare l’illusione di poter  essere sempre apprezzati e riconosciuti, attraverso un’ immagine di sé ideale. Essere connesso in questo senso rappresenta per l’adolescente una continua conferma  del proprio valore, in un mondo che sembra più accogliente e rassicurante rispetto ad una realtà spesso frustrante. Quando si sviluppa una dipendenza dalla rete, lo spazio virtuale diventa  una dimensione  esclusiva  di sperimentazione, sostituendosi alle esperienze reali. La realtà virtuale si trasforma così in una dimensione parallela, porto sicuro in cui rintanarsi, senza correre il rischio di mostrare le proprie fragilità.  Inoltre si osserva una  sensazione di assoluta necessità a rimanere connessi, spesso perdendo il senso del tempo e trascurando altri bisogni basilari.  Se accade di essere privati o non poter utilizzare il  proprio smartphone e  tablet, si viene invasi  da emozioni negative come rabbia, ansia, tristezza.  L’adolescente  in questo modo rischia di perdersi in una dimensione fluida, senza  riuscire  ad affrontare  le difficoltà di una esperienza  più complessa ed articolata. Scuola, sport, amici da occasioni di incontro diventano allora  fonti di imprevedibile frustrazione da evitare.  In questi casi le relazioni reali sembrano troppo faticose lasciando emergere un senso di inadeguatezza pervasivo,  per cui apparire e ricevere approvazione nella rete può diventare una soluzione. Questo rifugio però, rischia di trasformarsi in una trappola, alimentando una spirale di solitudine  nonostante l’apparente abbondanza di relazioni  online. 

L’equilibrio tra un uso più o meno funzionale di Internet dipende  da ciascun adolescente, dalla sua  personalità ,  dalle le risorse psicologiche a disposizione e  l’ambiente relazionale ed educativo.  In fondo l’adolescenza costituisce un periodo cruciale durante il quale possono emergere diversi  comportamenti limite, destando a volte preoccupazione.  Questi possono rivelare sia che il ragazzo sta vivendo un malessere, ma anche rappresentare un modo con cui si sta mettendo alla prova, nel tentativo di superarlo e trovare una propria direzione.  Atteggiamenti di sfida e conflitto ma anche condotte rischiose e trasgressive possono costituire sia deviazioni, chiusure di fronte alle nuove sollecitazioni dell’adolescenza, sia  modalità attraverso cui conoscere se stessi e saggiare i propri limiti.  In tal senso l’oscillazione tra modi più o meno funzionali di usare la rete può diventare un’occasione di sviluppo e consapevolezza di sé, nel cammino di crescita  ed espressione della propria identità.  

Dott.ssa Margherita Rosa

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